A suon di violoncelli

Una breve intervista con Milo Ferrazzini, uno dei membri del gruppo TheXcellos

di Mara Travella

È stata la musica degli otto violoncellisti degli Xcellos ad inaugurare ieri sera l’inizio del nostro Festival. La pioggia ci ha costretti a spostare il concerto dei sette violoncellisti (due ragazze e cinque ragazzi) dalla piazza all’oratorio; ma il calore  è sempre quello – che ci si ritrovi all’aperto oppure nella piccola sala dell’oratorio – quello di un pubblico interessato e attento, che ha voglia di applaudire a ritmo di musica e stare in silenzio – ammaliato –  di fronte alla bravura di questi giovani musicisti. Hanno tra i sedici e i diciannove anni, sono tutti studenti del Conservatorio della Svizzera italiana, sul palco portano brani che abbracciano secoli di storia, dal barocco, a canti tipici slovacchi, passando per Ennio Morricone fino alla nota Libertango di Astor Piazzolla.

Dopo il concerto, abbiamo fatto qualche domanda a Milo Ferrazzini, uno dei membri del gruppo.

Come nasce il progetto TheXcellos?

È nato un anno e due mesi fa, nell’ambito della Festa della Musica. In quell’occasione abbiamo voluto fare questo spettacolo finale di musica classica. Abbiamo messo insieme otto violoncellisti – che fanno ancora tutti parte del gruppo –  e da lì è nato il progetto.

 In teoria sareste in dieci, per questo vi chiamate”X” cellos?

All’inizio era Icellos, poi abbiamo cambiato perché effettivamente eravamo in dieci. In realtà la X è anche un po’ l’ incognita che caratterizza il nostro gruppo.

Come scegliete il repertorio?

Il repertorio dipende dalle occasioni. Alcuni brani sono già arrangiati, mio papà è violoncellista e anche il padre di un altro membro del gruppo. In certi casi i brani sono originali, altre volte ce ne occupiamo noi. È un progetto nostro, ci troviamo anche nel tempo libero per provare, ma abbiamo un’ora alla settimana dove facciamo lezione con Claude Hauri, che è il direttore del gruppo.

Come si prospetta il futuro?

Per quest’anno abbiamo già dei concerti in programma. Per il futuro si vedrà, perché alcuni partono per andare a studiare da un’altra parte, quindi cercheremo di integrare altri membri. Per ora va bene così, poi nel futuro vedremo – per ora rimane una… X.

 

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